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“Pensando alla Storia l’artista vede una danza:
la danza tra il Grande e il Piccolo. Esiste la Grande Storia che
ci trascina e ci sommerge e la nostra Piccola Storia. Il teatro
è il tentativo di stare nell’acqua del fiume senza
lasciarsi trascinare dalla corrente…” Eugenio Barba
Nell'edizione 2008 de IL CENTRO E LA CIRCONFERENZA la “piccola
storia” è rappresentata dalle culture regionali, quella
“cultura immateriale” che trasmette e ricrea identità.
Cultura “lombarda” (l’esplorazione delle radici
di Milano con il Teatro Tascabile e con Ivan della Mea) e cultura
“sarda” (il progetto speciale nei luoghi storici di
Actores Alidos e La nuova Complesso Camerata con il suo spaccato
sul ‘900 sardo) dialogano con la “cultura alta”
e quella contemporanea, con gli spazi e con la tematica scenica
del rapporto fra “teatro e natura” (O Thiasos TeatroNatura).
Altri spettacoli ci riportano nella corrente più rappresentativa
del nuovo teatro italiano: dai temi di marginalità di Danio
Mandredini all’incursione di Sandro Lombardi nella cultura
alta di Leopardi e della grande musica classica.
Nella “Grande Storia” ci conducono gruppi internazionali
che hanno segnato il teatro del ‘900: la militante dissidenza
di uno storico gruppo statunitense come il Living Theatre e la transumanza
dei popoli presentata dai polacchi Teatr Osmego Dnia in un grande
spettacolo in spazi aperti. Li unisce un lavoro ispirato al”teatro
della crudeltà” di Antonin Artaud, il grande visionario
del teatro che costituisce anche il trait d’union con la secolare
tradizione asiatica che tanto influenzò il teatro contemporaneo.
Quel Teatro Balinese, qui presentato da I Made Djimat e il suo Ensemble,
che folgorò Artaud all’Esposizione coloniale di Parigi
del 1931.
Si amplia la sezione HANAMICHI del Festival, il “Sentiero
fiorito”, la passerella che nel teatro Kabuki collega il palcoscenico
alla platea e che qui indica la ramificazione nei luoghi e nei paesi
con il teatro in spazi aperti: Trickster Teatro e Silence Teatro
nei quartieri della città, O Thiasos TeatroNatura a Torre
de’ Roveri e Theatre en Vol a Leffe che chiuderà il
Festival il 5 luglio.
Corre lungo tutto il Festival la tematica della “trasmissione
del sapere”: “Il Centro e la Circonferenza” si
è aperto in anteprima nel mese di maggio affrontando questa
categoria. Un progetto per il Teatro giovane bergamasco, PER AMORE
O PER FORZA una notte tutta di teatro che ha visto in scena 10 gruppi
con il corredo di conferenze e laboratori-spettacolo.
Nella settimana centrale del Festival la sezione de “La Cultura
del Teatro” prosegue l’indagine nel mondo scenico e
nelle sue problematiche con spettacoli-dimostrazione, incontri con
registi e studiosi. La sezione laboratoriale del Festival, “Le
Quiete stanze” ne rafforza il carattere sperimentale. Due
i seminari previsti: danza balinese con I Made Djimat e voce sperimentale
con Antonella Talamonti.
IL CENTRO E LA CIRCONFERENZA, con la direzione artistica e organizzativa
del Teatro tascabile di Bergamo, è realizzato con il contributo
del Comune di Bergamo, Assessorato alla Cultura, della Camera di
Commercio di Bergamo, la partecipazione di RadiciGroup e la collaborazione
del Comune di Torre de’ Roveri e dell’Orto Botanico
di Bergamo.
Il progetto “Hanamichi, Per amore o per forza” è
realizzato dall’Accademia delle Forme Sceniche con il sostegno
della Fondazione della Comunità Bergamasca e in collaborazione
con l’Assessorato alle Politiche Giovanili e l’Ufficio
Pace del Comune di Bergamo.
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